CAMERA OBSCURA

2022 - 2023

CAMERA OBSCURA

2022 – 2023


Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano
Teatro Poliziano – Montepulciano 30 Luglio 2022
Interpreti: Agnese Trippa, Giovanni Marino, Lorenzo Ganni e Michele Pogliani

Teatro Vascello – Roma dall’11 al 13 Novembre 2022
Esplorare 2022 – Teatro Kismet Opera – Bari 15 Novembre 2022
Teatro Eduardo De Filippo – Arzano 19 Novembre 2022
Interpreti: Agnese Trippa, Giovanni Marino, Riccardo Ciampella e Michele Pogliani

Teatro di Fiesole 28 Ottobre 2023
Teatro Kismet Opera – Bari 04 Novembre 2023
Interpreti: Sara Mignani, Giovanni Marino, Nicolò Troiano e Michele Pogliani


CAMERA OBSCURA
Nel secolo delle immagini dai dagherrotipi ai gigapixel si è consolidata la convinzione che la fotografia e il cinema siano le forme d’arte che più fedelmente riproducono la realtà. In bilico tra VR e NFT ora si pensa che con la tecnologia digitale si possa creare una nuova oggettiva realtà.
Contro questa convinzione già Roland Barthes ne La chambre claire ci aveva messo in guardia: anche nella più fedele rappresentazione fotografica vi è una oscura “interiorità misteriosa ed impenetrabile”.

A questo gioco di riflessione tra immagine reale e interiorità misteriosa si ispira “Camera obscura”, lo spettacolo tra teatro e danza che Michele Pogliani ha ideato e diretto con la sua nuova compagnia MP3 il cui nome ambiguamente richiama sia un algoritmo digitale, sia la sua personale identità.
Alla prima illusione di trovarsi di fronte ad un film segue invece lo sprofondamento verso uno luogo abitato realmente dai corpi dei performers, lì a evocare ricordi ed emozioni.
Come nei quadri di Edward Hopper in un tempo sospeso e nello spazio definito di una camera si concretizzano storie di solitudine e di intime e personali sofferenze.

LA CAMERA OSCURA E LA SUA LUCE
Liberamente tratto da La camera chiara, Roland Barthes.
La scena è una stanza (quasi) vuota, abitata da 4 personaggi.
Nel saggio di Barthes questi sarebbero il soggetto, l’osservatore e il fotografo, a cui qui si aggiunge il regista – protagonista – che proietta la sua interiorità nello spazio come fosse una tela bianca, e sui tre personaggi.
La mente del protagonista ricorda, desidera e sogna creando una sovrapposizione di immagini che fanno continuamente perdere il confine tra pensiero e verità.

La stanza semivuota non ha pareti concrete nè vie d’uscita di alcun tipo.
Un luogo indefinito, una realtà sospesa visibile allo spettatore attraverso un velo sottile che a tratti scompare e a tratti scherma, ricoprendo la stanza di immagini in continuo sviluppo.
La luce artificiale abita la camera in ogni momento, ne disegna con intensità i confini e la trasforma dall’interno.

TRA DANZA E TEATRO
Michele Pogliani, prendendo ispirazione dal saggio di Barthes, ci immerge in quello che chiama “un viaggio ancestrale nella (sua) mente” in cui individua tre ruoli che lo caratterizzano e che riflette nei passi degli altri tre danzatori, corpi attivi che veicolano le immagini di ricordi passati nel mondo visibile.
Il pubblico è guidato dai performer in un’investigazione onirica a cui assiste nello stesso modo in cui guarderebbe le fotografie di vitae estranee; immaginando.

DICONO DI NOI

“Un racconto per frammenti, mai del tutto surreale, mai completamente realista, che si sfoglia come un diario intimo.
La danza di Pogliani nelle stanze oscure del cuore – di Rossella Battisti

“Sorprende un po’ Camera Obscura, il nuovo lavoro di Michele Pogliani, […] passando da danze pure a video e tecnologia, immagini vs corpi fisici, posture in luogo di coreografie. Ne viene fuori una partitura ibrida. Camera Obscura è una camera della mente, o meglio del cuore, di quella stanza segreta in fondo a destra, dove si accumulano memorie e desideri irrisolti, assenze indelebili e lacrime ancora da versare. […] in un quadrato di intermittenti penombre, Pogliani è fulcro delle azioni en ralenti di chi lo circonda: un doppio maschile un’enigmatica figura femminile.[…] quasi dei fermi-immagine, giocati in alternanza con visioni che si accendono sul velario frontale. […]. È una ragnatela ipnotica, debitrice (consapevole) delle letture di Roland Barthes (La camera chiara. Nota sulla fotografia) e sul piano scenico, a volte, di qualche segno alla Bob Wilson […] e dell’impronta di Lucinda Childs in quel procedere lentissimo e minuzioso. Le tracce dei maestri diventano fregi di guerra, le sfide affrontate per rilanciarsi in proprio, i fari di riferimento per inoltrarsi in mare aperto. “

“Il buio scandisce di volta in volta il cambio di scena che puntualmente si inverte in una danza infinita degli opposti.
Faccia a faccia con l’inconscio – di Giada Somensari

“Reduce dal successo di ‘Relative calm’, Pogliani si concentra su questo nuovo progetto intriso di sogno e realtà, Affascina il pubblico con il suo carisma, la sua presenza in scena ricorda un burattinaio che gestisce il movimento o la staticità dei danzatori e lo fa con un gesto appena accennato, rivolgendosi altrove nello spazio scenico o semplicemente con uno sguardo. È l’oscurità che prevale, insieme al racconto del protagonista e regista che muove gli interpreti come pedine, sono loro gli interpreti che rievocano i suoi ricordi, la sua memoria e il suo inconscio.“

“La raffinata cifra stilistica dello spettacolo, […] combina danza, apparati visivi e tecnologia digitale […]
Impressioni dalla Camera Obscura – di Emanuele Burrafato

“L’introduzione di gusto cinematografico, che richiama le produzioni degli anni Sessanta-Settanta, sembra immergerci in una vicenda reale e concreta, forse un dramma, con un’elaborata psicologia di fondo; e invece […] Sono memorie del corpo quelle rievocate da Camera Obscura, in questo sottile confine tra “ciò che sembra e ciò che è”; memorie del corpo che si riverberano dall’autore agli altri personaggi, tutti sfaccettature di una unica personalità.“